Chirurgo Dott. Stefano Enrico Torino

Prepararsi all'intervento chirurgico: i consigli del chirurgo

doccia prima di una operazione

La preparazione ad un intervento chirurgico, eseguito in elezione, pertanto programmato, è sempre un passo impegnativo e delicato, a volte non tenuto in adeguata considerazione. In effetti, i passaggi della preparazione sono spesso fastidiosi e un po’ impegnativi per il paziente, ed in realtà tutto l’iter preoperatorio può sembrare qualche volta eccessivo e ridondante. Considerato che normalmente si viene operati una volta sola per una certa patologia, vale però la pena di impegnare un po’ di tempo al fine di rendere tutto il processo più semplice e con un buon tornaconto, nel senso di fare tutto il possibile per evitare le complicanze potenzialmente evitabili, che possono essere anche gravi. L’evento della chirurgia videolaparoscopica, con il suo decorso più veloce e la rapida ripresa anche dopo grossi interventi, ha portato a volte a sottovalutare l’importanza di un’adeguata preparazione all’intervento, indispensabile invece al fine di ottenere tutti i benefici connessi alla tecnica laparoscopica. Ovviamente, la preparazione varia molto in base al tipo di intervento previsto.

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Senza colecisti o cistefellea cosa succede? Il chirurgo risponde

 colecisti vie biliari

Una domanda che viene spesso posta da chi è affetto da litiasi della colecisti è: “ e dopo aver tolto la colecisti, cosa mi succede?” E’ abbastanza intuitivo che se un organo esiste, avrà una funzione. Il dubbio su cosa può succedere rimuovendo quest’organo è quindi del tutto legittimo. Vediamo dunque innanzitutto a cosa serve la colecisti. Questa piccola vescica è un organo accessorio alla via biliare, il condotto che dal fegato porta la bile al canale alimentare a livello del duodeno.

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Emorroidi: la legatura elastica. Una alternativa dal chirurgo

legatura elastica delle emorroidi

Vi sono molte situazioni in cui è necessario risolvere il sintomo del prolasso mucoso o del sanguinamento emorroidario, comunemente definite le emorroidi, ma sovente non è ancora ora di ricorrere ad un intervento chirurgico tradizionale: un buon sistema che permette l’eliminazione del tessuto in eccesso consiste nel trattamento tramite le legature elastiche.

In una grande quantità di casi, ci si trova di fronte ad un quadro intermedio, in cui la terapia medica non è più sufficiente a tenere a bada i sintomi, oppure lo fa per un limitato periodo di tempo. La situazione più frequente è quella in cui il sanguinamento alla defecazione si ripresenta alla sospensione del trattamento medico, sia come ematochezia (tracce di sangue sulla carta dopo la defecazione), sia come vera e propria rettorragia (sanguinamento anche abbondante, tale da macchiare la tazza).
Ancora, in certi casi il prolasso si manifesta con la continua perdita di secrezione a livello anale, con conseguente macerazione della cute perianale, che diventa fragile ed irritata, con persistente prurito e sensazione di “ano umido”.

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Emorroidi: come convivere con il problema.

convivere con emorroidi

La prima cosa da chiarire è un fatto semplicissimo: le emorroidi le abbiamo tutti! Veniamo al mondo con le emorroidi, che non sono altro che piccoli “pacchetti” venosi più o meno evidenti posti al termine del canale anale, che servono a migliorare la sensibilità e la continenza della zona anale.
Rappresentano quindi una normale caratteristica anatomica di tale sede, pur presentando una variabilità individuale che porta alcune persone ad avere nodi emorroidari più o meno voluminosi. A livello dei plessi emorroidari può quindi insorgere un processo patologico che porta a quella che viene definita malattia emorroidaria. E’ una condizione abbastanza diffusa: il 5-10 % della popolazione è affetta da malattia emorroidaria, e l’incidenza aumenta con l’età: sopra i 50 anni, un quadro patologico si riscontra in circa il 40% della popolazione, anche se spesso poco sintomatico o transitorio.

Ci sono alcune condizioni che possono favorire l’insorgenza delle emorroidi?

Si riconosce sicuramente una predisposizione individuale, ereditaria. Quello che si eredita in realtà è il tipo di tessuto connettivo che fa da sostegno alle emorroidi: sotto determinate condizioni di stress, in alcuni individui questo tessuto cede più facilmente e può dar luogo ad un prolasso più evidente.

Fattori predisponenti l’insorgenza della patologia sono invece:

  • le condizioni di stasi circolatoria a livello del piccolo bacino, con la conseguente congestione dei plessi venosi.
    l’ alimentazione povera di fibre e le condizioni di stipsi cronica, con necessità di spinta prolungata
    l’abitudine di passare lungo tempo seduti sul water a leggere.
    le gravidanze
    alcune abitudini alimentari (cibi speziati – pepe – alcolici…)

Si può convivere con le emorroidi?

Vista la diffusione del problema emorroidario, e la quantità di patologie che si manifestano con sintomi a livello anale, sono stati proposti – e provati – i più disparati tentativi per alleviare il fastidio ed il dolore.
Ancora oggi, alcuni rimedi della medicina popolare vengono utilizzati, con risultati più o meno validi. Essenzialmente, una quantità di erbe hanno effetto nel ridurre edema, tumefazione e dolore.
I moderni farmaci per la patologia emorroidaria spesso si basano proprio su estratti di erbe, variamente associati e dosati, per ottenere il loro effetto curativo. Molte Case Farmaceutiche sono attive nel proporre preparati locali e sistemici, in compresse, bustine, fiale, che effettivamente aiutano nel risolvere i problemi acuti.

Il trattamento conservativo della patologia emorroidaria si basa su alcuni cardini universalmente riconosciuti:

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