Chirurgo Dott. Stefano Enrico Torino

Il sangue nelle feci spiegato dal chirurgo

esame per sangue occulto feci

Nel corso della vita, la presenza di sangue macroscopicamente visibile nelle feci o sulla carta dopo la defecazione è un evento che avviene con una certa frequenza: almeno il 50% delle persone presenta prima o poi questo sintomo, isolato o ricorrente, più o meno frequente ed importante. La prima cosa da fare è non considerarlo una cosa normale. Può essere – e il più delle volte lo è – un sintomo poco fastidioso di una malattia di scarsa importanza, ma non è normale perdere sangue dall’ano quando si va di corpo!

Ovviamente, sono importanti frequenza ed entità del sanguinamento.
SI parla di ematochezia quando si rilevano tracce di sangue sulla carta, al momento dell’igiene dopo la defecazione.
Si definisce invece rettorragia un sanguinamento più importante, con perdita di sangue ben visibile, che spesso arriva a macchiare la tazza. Il sanguinamento, anche in questo caso, tende a cessare spontaneamente nel giro di pochi secondi o minuti: essendo ben evidente provoca in genere maggior sconcerto e viene solitamente percepito come più pericoloso.
A volte, la presenza di sangue non è visibile macroscopicamente, ad occhio nudo, ma viene rivelata dall’esame chimico delle feci: si parla di ricerca del sangue occulto fecale (SOF o Hb feci).
In questi casi la quantità di sangue presente è molto bassa, oppure il sangue arriva da un punto abbastanza lontano dal canale anale da non essere più visibile, in quanto mescolato alle feci.

Quale che sia il tipo o la quantità di sangue che si perde a livello anale, ricordiamo che è sempre da considerare un evento patologico, che a volte è la prima manifestazione di una patologia anche molto grave. E’ indispensabile quindi capire quale sia la causa di questo sintomo , anche perché l’entità del sanguinamento non è strettamente correlata alla gravità della patologia che lo provoca: una neoplasia può sanguinare poco, ed essere però una patologia molto grave, mentre una semplice emorroide può portare ad episodi di sanguinamento anche molto evidenti.

I diversi tipi di sanguinamento, in base ad entità e tipo di sangue che si riscontra, possono essere suddivisi in ematochezia, rettorragia ( ad origine rettale oppure dal colon più prossimale), melena .

Ematochezia

Riscontrare occasionalmente tracce di sangue sulla carta igienica è abbastanza comune. Questo segno, di per sé poco preoccupante, è tipico di varie patologie, alcune delle quali possono essere molto gravi.
Quasi sempre l’ematochezia è causata da processi patologici che colpiscono il canale anale nella sua parte terminale.
Spesso il sanguinamento è accompagnato da segni e sintomi, che possono dare un’idea della patologia alla base del problema, quasi sempre riconducibile alla presenza di una ragade o di emorroidi infiammate.
Anche patologie gravi come i tumori del canale anale o del retto distale possono però presentarsi con questo sintomo, ed essere sottovalutati a lungo.
Solo con l’esame diretto el’anoscopia, eseguita nel corso di una visita proctologica, si può però fare la diagnosi corretta.

Rettorragia

In questo casi il sanguinamento è più importante, arrivando a sporcare la tazza del water e, a volte, ad essere tale da anemizzare fortemente il paziente. Solitamente avviene durante o subito la defecazione, ma non è raro che si manifesti a distanza da essa, anche senza altri sintomi.

A seconda del livello del sanguinamento, il sangue può essere rosso vivo (sanguinamento distale: rettosigma), scuro e misto a coaguli (sanguinamento prossimale: colon trasverso, colon destro e ileo).

La semplice patologia emorroidaria può dare origine a sanguinamenti anche profusi, che possono ripetersi anche senza dolore. Quasi sempre il sangue è rosso vivo, e tende a “verniciare” le feci già formate, senza mescolarsi ad esse. A volte può invece raccogliersi nel retto e può essere espulso tutto insieme con presenza di coaguli.

Da tener presente il possibile esordio con sanguinamento di questo tipo delle neoplasie del retto - sigma, della malattia diverticolare del colon, delle Malattie Infiammatorie croniche intestinali (Rettocolite Ulcerosa). Spesso il sanguinamento è associato ad alterazioni dell’alvo, che diventa poco regolare, spesso diarroico o con feci poco formate.

Ancora, episodi di rettorragia sono frequenti dopo radioterapia eseguita solitamente per neoplasie della prostata o ginecologiche.

Tra le cause più rare di rettorragia ci sono poi malattie infettive da parassiti, ischemiche, autoimmuni…

Melena

Con questo nome si indica l’emissione di feci nerastre, semiliquide e maleodoranti per la presenza di sangue parzialmente digerito.
La melena è il sintomo caratteristico di un sanguinamento di notevole entità, che origina dalla parte prossimale del tubo digerente, ovvero esofago, stomaco o duodeno. Il sangue, di solito in quantità rilevante, viene degradato dall’acido presente nel succo gastrico e poi viene parzialmente digerito, assumendo le caratteristiche suddette.
Poiché si tratta di eventi acuti e gravi, i sintomi di un tale sanguinamento saranno dapprima sistemici, con un quadro di shock legato alla perdita acuta di una gran quantità di sangue, e solo in un secondo tempo avverrà l’emissione della melena.

Sangue Occulto Fecale

In caso di piccole perdite ematiche a livello del tubo digerente, specialmente se il punto di origine è prossimale, il sangue non è visibile all’esame visivo, ma la sua presenza può essere rilevata con un esame chimico sulle feci.

L’importanza di questo esame non è ovviamente quella di confermare la presenza di sangue già visibile e segnalato dal paziente, ma di rilevare modesti sanguinamenti non altrimenti evidenziabili.
Ecco quindi che riveste un ruolo molto importante come tecnica di screening, in quanto lesioni tumorali, ancora così piccole da non dare sintomi clinici evidenti, possono manifestarsi con microsanguinamenti, evidenziabili proprio con la ricerca del sangue occulto fecale.
Poiché la reazione chimica va a rilevare la presenza del Ferro contenuto nell’emoglobina è indispensabile eseguire l’esame facendolo precedere per alcuni giorni da una dieta priva di ferro e carni rosse, al fine di non ottenere dei falsi positivi.

Poiché il dato che si ottiene è solo o positivo o negativo, bisogna poi sempre tener conto che:

  • Se negativo, ci possono essere lesioni anche voluminose che non sanguinano, o che non hanno sanguinato nel periodo in cui è stato eseguito l’accertamento. Si dovrà quindi valutare con il Curante se proseguire con gli accertamenti o no.
  • Se positivo, sarà poi importante procedere con la diagnostica per arrivare a capire la sede e la causa del sanguinamento.

In conclusione:

  • La presenza di sangue nelle feci o sulla carta igienica NON è normale
  • Può essere sintomo di un problema grave, e non va sottovalutata.
  • Fortunatamente, la maggior parte dei casi è legata ad una patologia benigna e tende a regredire anche spontaneamente, ma non è possibile fare una previsione sensata senza una visita .
  • La visita proctologica, con anorettoscopia, è spesso sufficiente ad inquadrare il problema ed è fondamentale per capire se procedere ad indagini diagnostiche di secondo livello

Dott. Stefano Enrico

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