Chirurgo Dott. Stefano Enrico Torino

Prepararsi all'intervento chirurgico: i consigli del chirurgo

doccia prima di una operazione

La preparazione ad un intervento chirurgico, eseguito in elezione, pertanto programmato, è sempre un passo impegnativo e delicato, a volte non tenuto in adeguata considerazione. In effetti, i passaggi della preparazione sono spesso fastidiosi e un po’ impegnativi per il paziente, ed in realtà tutto l’iter preoperatorio può sembrare qualche volta eccessivo e ridondante. Considerato che normalmente si viene operati una volta sola per una certa patologia, vale però la pena di impegnare un po’ di tempo al fine di rendere tutto il processo più semplice e con un buon tornaconto, nel senso di fare tutto il possibile per evitare le complicanze potenzialmente evitabili, che possono essere anche gravi. L’evento della chirurgia videolaparoscopica, con il suo decorso più veloce e la rapida ripresa anche dopo grossi interventi, ha portato a volte a sottovalutare l’importanza di un’adeguata preparazione all’intervento, indispensabile invece al fine di ottenere tutti i benefici connessi alla tecnica laparoscopica. Ovviamente, la preparazione varia molto in base al tipo di intervento previsto.

Preparazione di base

L’igiene personale è la prima cosa da considerare. Banalmente, una semplice doccia eseguita con sapone antisettico la sera prima dell’intervento, è sufficiente a ridurre di molto la carica batterica nelle zone interessate dall’operazione.

Altrettanto importante è la tricotomia, ovvero la rasatura dei peli della zona interessata dall’intervento. Questa va eseguita di preferenza con un apposito tricotomo, una specie di rasoio elettrico, oppure con una crema depilatoria. Se eseguita con sapone da barba e rasoio è meglio farla il giorno prima dell’intervento, al fine di ridurre i microtraumi della cute nella zona interessata..

L’assunzione di cibi e liquidi  prima dell’intervento varia in funzione del tipo di intervento stesso.
E’ buona norma arrivare al tavolo operatorio a digiuno da almeno 3 ore per i liquidi e 6 ore per i cibi solidi. Anche in caso di interventi minori, eseguiti in anestesia locale, il rischio di una reazione vagale, oppure di una reazione all’iniezione di anestetico può manifestarsi, a volte inducendo nausea o vomito: il rischio di inalazione nelle vie aeree del materiale rigurgitato è sempre presente, ed è una evenienza decisamente pericolosa per la vita del paziente. Lo stomaco vuoto riduce di molto questa possibilità.

 digiuno pre operatorio

Estremamente importante e poi il digiuno in caso di interventi eseguiti sull’addome. In questi casi l’anestesia generale è di per sé un forte stimolo al riflesso del vomito, specialmente nella fase di induzione. E’ quindi importante in questi casi arrivare all’intervento a stomaco vuoto da almeno 6 ore, meglio 12 per l’assunzione di cibi solidi.

Terapia domiciliare

L’assunzione dell’abituale terapia domiciliare va quasi sempre mantenuta nei tempi e nei dosaggi soliti. Solo alcuni farmaci vanno sospesi prima dell’intervento (Betabloccanti, alcuni antiipertensivi, farmaci che possono interagire con quelli somministratiper l’anestesia generale…), e vanno identificati volta per volta nel colloquio preoperatorio con il medico.

Terapia antiaggregante e anticoagulante

La terapia antiaggregante , quando eseguita con cardioaspirina (acido acetilsalicilico)può essere quasi sempre proseguita senza bisogno di alcuna sospensione, salvo casi particolari in cui un eventuale sanguinamento può essere di difficile controllo o potenzialmente grave (interventi proctologicied endoscopici).

Quando la terapia è eseguita in doppia antiaggregazione (aspirina più Clopidrogel o Ticlopidina), va valutata caso per caso la necessità di sospendere almeno uno dei due farmaci, eventualmente sostituendolo con la somministrazione di eparina a basso peso molecolare.

Un altro discorso va fatto invece per gli anticoagulanti orali, sia il classico Coumadin che i nuovi anticoagulanti orali. Questi vanno quasi sempre sospesi prima dell’intervento per un periodo più o meno lungo ( 5 giorni nel caso dei primi, 2 giorni nel caso di nuovi anticoagulanti).

In questi casi la sospensione del farmaco viene quasi sempre compensata dalla somministrazione di eparina a basso peso molecolare, a dosaggio adeguato in base al peso del paziente e all’indicazione clinica.

Profilassi antibiotica

La profilassi antibiotica viene solitamente effettuata all’induzione dell’intervento, direttamente in sala operatoria. Si utilizzano abitualmente antibiotici ad ampio spettro di azione, con efficacia mirata soprattutto sui batteri normalmente presenti sulla cute, che possono penetrare nella ferita in sede di incisione chirurgica.

In casi particolari, può essere necessario eseguire la terapia specifica per la profilassi dell’endocardite batterica.

Profilassi della trombosi venosa profonda (antitromboembolica)

La formazione di coaguli, soprattutto nelle grosse vene degli arti inferiori e del bacino, con la conseguente possibilità di distacco di coaguli che possono andare in circolo (emboli) e causare danno a livello polmonare (embolia polmonare) è una delle più gravi complicanze della chirurgia. La posizione obbligata sul letto operatorio e l’insulto chirurgico sono essenzialmente le cause principali di questa patologia.

La prevenzione di questa complicazione si basa su una serie di accorgimenti.

indossare calze anti trombo 

La profilassi meccanica consiste essenzialmente nel indossare apposite calze contenitive (calze antitrombo), che impediscono la stasi venosa a livello delle vene delle gambe. Le calze, di misura adeguata, vanno indossate prima di andare in sala operatoria. Si possono reperire facilmente nei negozi di articoli ortopedici o nelle farmacie.

La profilassi farmacologica si basa invece sull’utilizzo di eparine a basso peso molecolare. Questa terapia viene assolutamente eseguita a partire dal giorno dell’intervento, in sala operatoria o in serata. Il dosaggio viene solitamente impostato in base al peso del paziente.

In caso di chirurgia addominale, le cose diventano un pochino più complesse

Quando si deve maneggiare l’intestino , è importante poter maneggiare un organo ilpiù possibile privo di contenuto, liquido e gassoso.

Negli interventi condotti per via laparoscopica, è poi decisamente importante poter maneggiare un intestino sgonfio, privo di gas.

In questi casi, anche se l’intervento è una semplice colecistectomia, ovvero un intervento in cui non viene asportato alcun tratto intestinale, per una buona visualizzazione del campo operatorio è importante è che le anse intestinali siano detese.

A tale scopo, è importante assumere un’adeguata dieta nei 3-4 giorni precedenti l’intervento, evitando cibi che possono facilmente fermentare e ricchi di scorie. Dovranno quindi evitare pane, pastae riso integrale, frutta e cibi contenenti zuccheri semplici che facilmente possono dare origine a sviluppo di gas intestinale. Ancora può essere importante utilizzare farmaci che assorbono i gas presenti nell’intestino.

Quando invece si deve operare sull’intestino , ad esempio nella chirurgia del colon, sia per il grosso capitolo della preparazione intestinale vera e propria.

preparazione intestino chirurgia

Negli anni si è assistito ad una importante modificazione di quella che è la preparazione intestinale. Fino ad alcuni anni fa, veniva eseguita una importante preparazione meccanica, consistente nell’ utilizzo di purganti adeguati ad avere uno svuotamento pressoché totale del contenuto intestinale. Numerosi lavori hanno evidenziato come questa operazione non fosse in realtà così efficace nel ridurre le complicanze legate alla chirurgia addominale.

Negli ultimi anni si è quindi fatto ricorso ad una minor preparazione meccanica intestinale.

A prescindere da questo, e poiché attualmente la gran parte degli interventi anche sull’intestino e sul colon viene eseguita con tecnica laparoscopica, è evidente che maneggiare un intestino il più vuoto possibile può rendere l’intervento più semplice nella sua esecuzione.

Nella chirurgia del colon sinistro, e del retto soprattutto, è quindi buona norma utilizzare una preparazione meccanica, uguale a quella che si utilizza per la colonscopia, al fine di poter lavorare su degli organi facilmente maneggiabili e ridurre il rischio di deiscenza delle anastomosi.

La preparazione può essere tranquillamente eseguita a domicilio da parte del paziente, con l'assunzione di purganti e abbondanti quantità di liquidi in maniera tale da avere una adeguata pulizia meccanica dall'intestino.

Si può quindi riassumere il tutto con questo schema:

Interventi eseguiti su tessuti superficiali (ernia, tiroide, mammella, varici).

  • preparazione generale: si
  • profilassi antibiotica: si
  • Profilassi antitromboembolica: generalmente si
  • Preparazione intestinale: no

Interventi eseguiti su organi profondi addominali, non intestino (colecisti, utero, ovaie) e appendice.

  • Preparazione generale: si
  • Profilassi antibiotica: si
  • Profilassi antitromboembolica: si
  • Preparazione intestinale: solo dieta senza scorie e farmaci per il gas intestinale

Interventi eseguiti su intestino piccolo e colon destro (resezioni intestinali, stomie, emicolectomia destra).

  • Preparazione generale: si
  • Profilassi antibiotica: si
  • Profilassi antitromboembolica: si
  • Preparazione intestinale: solo dieta senza scorie e farmaci per il gas intestinale

Interventi eseguiti su colon sinistro e retto.

  • Preparazione generale: si
  • Profilassi antibiotica: si
  • Profilassi antitromboembolica: si
  • Preparazione intestinale: dieta senza scorie e farmaci per il gas intestinale + preparazione meccanica dell’intestino.

Dott. Stefano Enrico

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