Chirurgo Dott. Stefano Enrico Torino

La chirurgia ambulatoriale

chirurgia ambulatoriale

La chirurgia ambulatoriale è la condizione clinica, organizzativa ed amministrativa che consente, in anestesia locale o in analgesia, l’effettuazione di interventi chirurgici o procedure diagnostiche e/o terapeutiche invasive e seminvasive erogabili, senza ricovero, in studi medici, ambulatori o ambulatori protetti. Molti piccoli interventi si possono infatti eseguire senza che sia necessario il ricovero del paziente: anzi, negli interventi ambulatoriali per definizione il soggetto, a fine intervento, può essere rimandato direttamente a casa. Solo in pochi casi può essere necessario attendere 30 - 60 minuti per le dimissioni.
La piccola chirurgia ambulatoriale prevede attività chirurgiche mininvasive, erogabili in ambulatorio, che non necessitano, in linea di massima, di esami di laboratorio o strumentali: sarà cura del Chirurgo richiederli, se necessario, in base al tipo di intervento da eseguire, alle patologie coesistenti, al tipo di paziente, sulla base di situazioni contingenti. Come in uno studio dentistico,, non necessita l’assistenza diretta dell’anestesista, ma è ben sia presente un kit/zaino di rianimazione per affrontare eventuali situazioni di emergenza.

Si tratta quindi pur sempre di un intervento chirurgico, che va eseguito con le dovute precauzioni sia prima, sia durante e sia dopo l’atto operatorio. Bisogna quindi valutare attentamente il tipo di patologia che si affronta, il tipo di intervento che si propone, il tipo di paziente che si sottopone all’intervento, la struttura in cui si opera.

Il tipo di struttura

Gli standard minimi strutturali sono rappresentati da:

  • Una Sala dedicata alla esecuzione delle prestazioni che garantisca il rispetto della privacy del paziente
  • Uno spazio per attesa ed accettazione

Gli standard minimi tecnologici

Per poter effettuare in sicurezza gli interventi di piccola chirurgia ambulatoriale, è prevista la seguente dotazione minima strumentale:

  • Kit di emergenza con attrezzature e farmaci salvavita
  • DAE
  • Cannule orofaringee di varie misure
  • Aspiratore
  • Sfigmomanometro con fonendoscopio
  • Laccio, siringhe ed agocannula – Materiale per fleboclisi
  • Materiale per medicazione
  • Elettrobisturi se richiesto dal tipo di intervento

Standard Minimi Organizzativi

La maggior parte dei piccoli interventi può essere condotta senza problemi dal solo chirurgo, ma è bene che in struttura vi sa sempre altro personale in grado di intervenire in caso di necessità.

Se l’intervento lo richiede, è bene che in sala sia presente anche un infermiere per l’assistenza chirurgica

Il tipo di intervento

Per la Chirurgia Generale, gli interventi solitamente eseguibili in piccola chirurgia ambulatoriale sono i seguenti:

  • Onicectomia
  • Biopsia cutanea
  • Asportazione di lesioni cutanee di tronco, arti e volto (cheratosi seborroica, nei, piccoli angiomi, dermatofibromi, granulomi superficiali…)
  • Verrucosi virale (Elettrocausticazione)
  • Exeresi di xantomi cutanei
  • Rimozione di corpi estranei superficiali
  • Incisione e drenaggio di ascessi
  • Asportazione di cisti sebacee
  • Asportazioni di piccole cisti tendinee
  • Piccoli lipomi sottocutanei
  • Frenulectomia per frenulo corto del pene
  • Asportazione di marische anali, piccoli nodi emorroidari esterni trombizzati
  • Asportazione o DTC di condilomi localizzati

Preparazione

Pur non necessitando di una preparazione particolare se non in rari casi, ricordiamoci che si va ad essere sottoposti ad un intervento, per quanto limitato. Si dovrà quindi subire un’anestesia locale, una ferita più o meno grande, spesso una sutura, e sarà inevitabile a seguire un po’ di dolore.

NON si va dal chirurgo tra la spesa al supermercato e i bambini da andare a prendere all’uscita da scuola o una riunione di lavoro, con il tempo contato!

L’intervento può essere più difficile e lungo del previsto, può esserci un malessere passeggero che richiede poi qualche minuto di attesa prima delle dimissioni. Visto che si tratta di una cosa delicata, che non si fa una volta alla settimana, cerchiamo di dedicarvi il tempo necessario.

La preparazione locale consiste nell’accurata igiene della zona da trattare, meglio con un sapone germicida, facilmente reperibile in qualsiasi farmacia.
Meglio evitare di mangiare subito prima dell’intervento: una reazione banale di nausea e vomito può diventare un problema anche serio.
Eventuali terapie in atto vanno sempre dichiarate : il più delle volte non è necessario sospenderle, ma in alcuni casi i farmaci posso creare problemi (anticoagulanti orali, aspirina…). Stesso ovviamente vale per eventuali allergie. Sarà compito del Chirurgo fare quindi le dovute variazioni di terapia.
Ancora, può essere necessario in particolari condizioni impostare una terapia antibiotica, che a volte va iniziata a domicilio, prima dell’intervento, e può dover continuare per alcuni giorni a seguire.
Altrettanto importante sarà poi seguire correttamente la terapia antalgica prescritta: troppe volte si soffre inutilmente preferendo “sopportare” un dolore perfettamente evitabile.

Il tipo di paziente

Il tipo di intervento va sempre valutato in relazione al paziente cui viene proposto.

Ovviamente, una cosa è operare un trentenne in bune condizioni, altra cosa è fare lo stesso intervento in un ottantenne affetto da altre patologie.
La valutazione del paziente prevede sempre un’accurata anamnesi, ovvero la raccolta di tutti i pregressi patologici.
E’ importantissimo portare tutta la documentazione medica disponibile, che va valutata attentamente dal Chirurgo prima dell’intervento. Sarà infatti compito dello specialista valutare quali dati anamnestici possono influire sul tipo di trattamento proposto, e quali farmaci possono dare problemi durante o dopo l’intervento.

In conclusione:

  • Molte piccole patologie possono essere trattate come chirurgia ambulatoriale.
  • Il tipo di intervento va valutato caso per caso dal Chirurgo che lo effettua.
  • Non tutti i pazienti sono idonei al trattamento ambulatoriale chirurgico , e la valutazione complessiva del paziente e delle eventuali patologie associate permette di proporre il tipo di trattamento migliore per il singolo individuo.
  • E’ importante seguire attentamente le avvertenze prescritte dal medico prima, durante e dopo l’intervento. Solo così si può ottenere il risultato ottimale, evitando che un trattamento a volte considerato di poco conto diventi un problema con conseguenze anche spiacevoli.
  • Bisogna dedicare a questo tipo di trattamento il tempo giusto, senza fare le cose di corsa.
  • Bisogna tener conto che le complicanze esistono, sempre, e noi possiamo però fare in modo che il rischio diventi il minimo possibile, anche se per avere rischio zero bisogna NON fare alcun trattamento, il che non permette però di risolvere il problema.
  • La terapia antalgica/antinfiammatoria prescritta ha lo scopo di facilitare la guarigione, ed è sbagliato non attenersi ad essa sperando di avere poi un risultato ottimale.
  • Spesso il risultato di un intervento, anche ambulatoriale, è determinato dall’assiduità con viene seguitala terapia postoperatoria, comprese le medicazioni ambulatoriali e a domicilio.
  • Le visite di controllo hanno lo scopo di verificare il progredire della guarigione, ma anche di riconoscere in tempi rapidi eventuali complicanze, che spesso sono facilmente rimediabili se riconosciute n tempo.

Dott. Stefano Enrico

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Immagine copyright depositphotos\PicsFive

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